BOSCHI E PAESAGGI

 

 

Il territorio di Tonara, così vario e suggestivo, anche per il notevole salto altimetrico, dai 500 metri di Is Putzos fino ai 1499 di Conca Giuanni Fais, presenta degli aspetti naturalistici davvero interessanti. I boschi principalmente costituiti da leccio, roverella, e castagno, ospitano nel loro interno l’agrifoglio come compagno silenzioso, quando sono situati in zone fredde e umide (infatti si conserva un'imponente formazione secolare di agrifoglio in località Mont'e Susu, nei versanti meno esposti, fin sotto il crinale della punta Muggianeddu). Fanno un elegante presenza il anche il noce (Juglans regia), ed il nocciolo (Corylus avellana) dove la fatica delluomo, e le condizioni del suolo, sono risultate favorevoli.

La vegetazione, multicolore, cambia continuamente aspetto e forma; le maestose piante d'alto fusto fanno da cornice, in tutto il territorio, ad un sottobosco ricco di piante tra le più svariate. Il clima mediterraneo umido favorisce la presenza di tantissime felci; tra le tante ricordiamo la comune felce aquilina (Pteridium aquilinum) facilmente individuabile nei sottoboschi ripuliti del castagno, la felce maschio (Dryopteris filix mas) lungo i rigagnoli, su filige crebinu (Polipodium vulgare, il cui rizoma essiccato, possiede un vago sapore di liquirizia), è presente negli anfratti rocciosi, la lingua di cane (Pyllitis scolopendrium ) che possiede proprietà officinali antiinfiammatorie, molto comune lungo il corso del RioSamunadorgiu. Un particolare che colpisce anche il visitatore più distratto è la fioritura primaverile della peonia, (Paeonia mascula ssp. russi) chiamata in tonarese "Orrosa burda che significa rosa bastarda, (forse perché e bella come una rosa anche se non è propriamente una rosa). Nel territorio, ricco di torrenti che scorrono in suggestivi profondi canaloni, vegeta un endemismo botanico del tutto particolare, l’Orobanche denudata, una pianta parassita di color giallo, senza clorofilla, con foglie ridotte a piccole squame che è ospite delle radici del rovo (Rubus ulmifolius), e forse del sambuco (Sambucus nigra). Mentre nei pressi di Sa Funtana e Sabe un occhio particolarmente attento può individuare alcune orchidee del tutto singolari, poco appariscenti color verde scuro, sono la Epipactis helleborine e la Epipactis microphylla..La roverella è presente in particolare nel Monte Susu, con spettacolari individui. Tra i castagni plurisecolari si segnala il gigantesco esemplare in località Su Calavrige alto 15 metri e con una circonferenza al tronco di quasi 10 metri. Estesi ormai sono anche i boschi di pini abeti e cedri, frutto dei tanti cantieri forestali operanti in zona, che si mescolano con i castagni millenari in un intrigante contrasto di toni e colori. 

Ricco è anche il sottobosco, dove il tamaro e la silene spiccano con il rosso dei frutti e il bianco dei fiori, e l'edera, la cedronella e il "nontiscordardime" aggiungono tinte ulteriori a questo variegato quadro. I pendii più erti della montagna, ad altezze più elevate, presentano naturalmente una crescente rarefazione degli alti fusti che cedono il passo all'erba mazzolina, alla fienarola, al timo e alle formazioni di digitale purpurea, caratterizzata dai fiori enduli di un intenso color rosso carminio. Sui crinali si possono incontrare la santoreggia e l'erba gialla (Reseda luteola). In prossimità delle vette vivono il ginepro nano e il pruno prostrato. Divenuta meno comune, e forse questa rarità ne ha aumentato in qualche modo il fascino, la genziana maggiore (Gentiana lutea) fa la sua comparsa qua e là, con il suo fusto alto da 50 a 150 centimetri, sui versanti delle valli. Nei boschi secolari spuntano in autunno ed agli inizi dell’estate tantissimi funghi delle più svariate specie, fra cui la rinomatissima amanita cesarea e il boletus aereus.

 

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